TRASGRESSION # 1 disobedience
4R in A room
Cie TwAiN
Sabato 16 settembre 2006
ore 21,00
I tempo
TRANSGRESSION # 1 disobedience
Video: Gert van Berckelaer
M
usica elaborata da Roel van Berckelaer
II tempo
4R in A room
Coreografia e regia: Loredana Parrella
Luci, costumi e suono: Roel van Berckelaer
Danzatori: Sabrina Vicari, Vittoria Manigli, Giacomo Milli
Attore: Massimiliano Di Perna
L’obbedienza è una virtù, la disobbedienza è un vizio: ma quando l’obbedienza a se stessi ed
all’integrità del proprio essere e la necessità di rispondere ad un proprio imperativo interiore portano ad uno scontro con la realtà esteriore, questo atto di coerenza e coraggio verrà immediatamente marchiato come disobbediente e quindi punibile come crimine.
La storia dell’uomo è cominciata con un atto di disobbedienza, ma questo peccato di conoscenza lo ha portato a liberarsi da quelle leggi considerate come arbitrarie ed estranee, permettendogli di continuare a svilupparsi ed evolversi spiritualmente ed intellettualmente.
Tuttavia, come per Antigone “il riconoscimento furioso e ribelle della sua natura la ha rovinata” (da “Antigone” trad. F.Holderlin), così tutti i martiri delle fedi religiose, della libertà e della scienza che hanno commesso atti di disobbedienza verso il potere, che voleva imbavagliarli, hanno pagato con il sacrificio.
Uscire e sganciarsi dalle maglie del potere e dalle sue leggi inumane comporta dolore, sofferenza e perdita da un lato, ma dall’altro l’accettazione della propria autonomia e dignità umana, affinché possa avvenire il passaggio dalla notte della possibilità al giorno della presenza.
L’intento dello spettacolo è quello di legittimare, nella loro globalità, tutti quegli atti di coraggio, grandi e piccoli, che determinano la nascita di tutte quelle entità che possano muoversi liberamente nella consapevolezza del rispetto delle leggi naturali che governano l’ universo.
TRANSGRESSION # 1 disobedience è la visione di un primo piccolo atto di rivoluzione che porterà un essere umano ad avere il coraggio, ascoltando se stesso, di liberare la propria natura ed abbandonare il microcosmo delle certezze e delle leggi stabilite, per aprirsi ad un’ azione autonoma e consapevole, e quindi all’incontro con un altro essere simile.
I personaggi di questa piece sono l’Homme, Elle, Lui, Les Filles.
L’Homme è l’occhio che vigila e giudica, il potere costituito, le istituzioni; Les Filles sono le creature che popolano il regno dell’Homme e vivono nell’obbedienza; Elle è colei che esce dal microcosmo dell’Homme e Lui è un altro essere che, come lei spinto dalla disobbedienza, intraprende il suo cammino verso la consapevolezza.
La piece si apre con la preparazione della scena, dove tutti gli interpreti sono impegnati nella costruzione dell’ambientazione all’interno della quale si svolgerà l’azione scenica. La quotidianità dei gesti vuole aprire un dialogo diretto con il pubblico, per indurlo ad intraprendere un piccolo viaggio attraverso emozioni contrastanti che passano dall’aggressività alla dolcezza, dal rancore all’ indulgenza, dall’incertezza alla risolutezza, dalla paura al coraggio.
Di colpo ci ritroviamo nel microcosmo dell’Homme , luogo dove vige l’obbedienza ed il plagio, i cui abitanti dipendono da lui e dal suo potere, prigionieri di quella illusoria speranza del raggiungimento della perfezione divina.
Ma nel momento in cui Elle decide di sviluppare la sua essenza e di trasgredire, scatta per lei un meccanismo irreversibile: l’accettazione dell’integrità del suo essere e l’obbedienza alle sue leggi interiori che la indurranno a lasciare quel microcosmo per aprirsi all’ universo della libertà e della conoscenza.
All’inizio Elle porterà ancora con sé la corazza che ella stessa ha fabbricato per mantenere pura la sua essenza, e l’incontro con Lui avverrà come un riconoscimento da entrambe le parti.
Ma, mentre Lui risponde ad un richiamo della sua curiosità, Elle alterna stadi di assoluta frenesia a stadi di soave calma, che la condurranno a scivolare via da quegli abiti, ultimo baluardo di quella realtà ormai lontana e sfocata.
L’incontro tra i due confluisce in un’azione liberatoria che spinge l’Homme a tentare il medesimo gesto, restando tuttavia imbalsamato e attaccato con fermezza al suo potere, obbligato così ad assistere impotente alla mutazione.
TRANSGRESSION # 1 disobedience è un work in progress e la prima parte di una trilogia. Il lavoro si è sviluppato anche attraverso l’analisi e l’approfondimento delle varie visioni sulla disobbedienza alle quali molteplici artisti hanno dato forma. Ognuno di loro con il proprio occhio artistico ha sviluppato una sua dialettica sul come vengono subiti, assorbiti ed assimilati tali atteggiamenti dall’ essere umano.
La ricerca coreografica va verso una intensità ed espressività corporea raggiunta attraverso l’esaltazione delle potenzialità fisico-emotive del corpo, e verso l’uso di una gestualità minimalista volta a cogliere le sfumature di stati emozionali diversi, affinché si delinei il passaggio da una condizione di obbedienza e castrazione ad una di consapevolezza e libertà.
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