QUADRI DIGITALI ::: xtnd
Arsmovendi
Aqua-Micans Group
Martedì 19 settembre 2006
ore 21,00
Coreografie: Andrea Cagnetti
Digital Music: Murcof
Video: Andrea Gallo, Paride Donatelli, Alessio Spirli
Interpreti: Rebecca Spinetti, Andrea Cagnetti
“Il valore dello spettacolo è nell'originalità con cui gli artisti hanno deciso di caratterizzare l'espressione del messaggio. Otto temi per otto quadri, diverse situazioni, emozioni trasmesse attraverso lo stile del coreografo, una ricerca basata sulle tecniche contact e release, ma anche sulle sue esperienze nelle arti marziali e nella formazione francese della scuola di Jacques Lecoq, e sulle particolari tecniche scelte nel montaggio video dai tre video scenografi: Andrea Gallo, Paride Donatelli e Alessio Spirli.”
Brain Space
Per me lo spettacolo comincia con il mio approccio mentale alla nuova creazione. “Brain Space” apre la serata con la trasformazione dinamica di questo evento che si racconta in prima persona.
Balla La Pazza
"Balla La Pazza" è la messa in movimento del quadro pre-futurista del 1905 "La Pazza" di Giacomo Balla che ritrae una vicina di casa del pittore, Matilde Garbini, su un balcone con impressi nel viso e nel corpo, nella posizione, la sua follia (o ciò che veniva creduto tale all'epoca). Cagnetti ne affronta lo spirito tratteggiando e colorando la sua "pazza", con le sfumature di un sentimento che la danza mostra nella sua intima realtà per dire che la pazzia altro non è che disagio ed incomprensione imposti dal sociale (ieri come oggi) che soltanto con uno sfogo fisico (e quindi mentale) può contrastare per cercare una propria liberazione - tra rigidità e scioglimenti. Giacomo Balla si preoccupò di far dimettere dal manicomio la donna. Andrea Cagnetti ne sprigiona i ricordi e gli stati d'animo in quell’urlo finale, che dopo la bellezza dell'intera sequenza coreografica è un brivido lungo e commovente.”
dansABIT
Un uomo si specchia per accertarsi che il suo involucro fatto di vestiti lo rappresenti come vuole, questa forte attenzione si trasforma in mania e lo trasforma, nel corpo, in struttura al servizio degli abiti che indossa, il passaggio è breve e naturale, tanto naturale che si rende conto che è la stessa realtà che lo circonda ad essere così condizionata. Già una donna alle sue spalle vive trasformazioni incontrollabili; i due personaggi diventano semplici elementi grafici fatti di stoffa, velluto ed organza. Provocazione ed auto ironia sono il pretesto per scoprire geometrie raffinate nella composizione degli elementi.
Piege de Lumiere
Vibra sulla scena una cella luminosa, si trasforma, si espande. Colpi di luce invadono il palco, come lampi illuminano il corpo della danzatrice sospeso in aria, avanza lentamente verso la trappola luminosa, attraversa la sua membrana. Costretta in questo spazio la compressione ne determina una dinamica fatta di movimenti vorticosi, si materializza al suo fianco il corpo del danzatore: l’entropia, caratterizzata dal caos iniziale, gradualmente si armonizza dando vita ad incontri, contatti, scambi e sovrapposizioni. La costrizione di questo spazio unisce e trasporta i due individui attraverso respiri emozionali.
Articola-azioni
Le scenografie virtuali lasciano emergere dal palco il corpo in attesa di Rebecca, come semplice elemento luminoso, la luce del corpo cattura lo sguardo del fruitore ed inizia a trasportarlo in un percorso, dando inizio ad un gioco fatto di articolazioni dello spazio, dei movimenti degli arti, della gestione dei tempi musicali, degli elementi grafici del video che sostengono la danza bilanciando la scena o sovrapponendosi alla sua dinamica.
Il primo quadro è una vera e propria presentazione di quelle tecniche che caratterizzeranno lo spettacolo intero.
Chronos
Come nel deserto il vento spinge in un moto continuo la sabbia e tutto ciò che si lascia trasportare annullando nel suo suono il valore del tempo, il tempo che non trova appiglio a nessun riferimento ci sfugge tra le dita gentile ed inesorabile. Il danzatore se ne va avvolto dal caldo della musica lasciando il proprio destino al suo peso, alle sue variazioni dinamiche imprevedibili e affascinanti.
Cromie a Confronto
Sono l’azzurro e l’arancione che si incontrano e si mischiano in un percorso durante il quale i due colori protagonisti passano attraverso diversi stati: l’acquarello, l’acrilico, la tempera, l’olio: per poi seccarsi e ridivenire semplici pigmenti e come per la sabbia che compone un mandala basta un alito di vento per cancellare tutto il disegno.
Icona
L’ultimo quadro è un intenso respiro spirituale. Nel video viene rappresentato il divino concepimento. Sulla scena compaiono Gesù e Maria. Il loro rapporto psicologico. Dio si fa uomo attraverso suo figlio ed entra in un corpo fatto di terra. L’individualismo iniziale tra la Madonna e suo Figlio è giustificato dal rapporto della Donna con l’ignoto. Maria si spoglia della sua identità e con il tempo impara a conoscere Gesù. A rispettarlo. A sostenerlo.
Gli sguardi incrociati, ed il contatto fisico testimoniano una collaborazione reciproca tra la Madre ed il Figlio, destinati ad una fine che li vedrà separati di nuovo, ma solo nel corpo, nel materiale.
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